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Il personaggio di Marzo 2006

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Paolo Salomone

Marzo, il mese che quest'anno ha confermato il crescente successo della mezza più bella d'europa. Il mese delle rondini e della bella stagione. Il mese che da il benvenuto ad un nuovo personaggio tutto da leggere e da scoprire… Paolo Salomone

un nuovo personaggio tutto da leggere e da scoprir

di Patrizia Farroni

 

Eccoci al mese di Marzo, il mese che quest'anno ha confermato il crescente successo della mezza più bella d'europa. Il mese delle rondini e della bella stagione. Il mese che da il benvenuto ad un nuovo personaggio tutto da leggere e da scoprire...

Signore e Signori, Atleti e non, questo mese é di scena l'indispensabile, infaticabile, virtuoso "Re" del "Tempio" web dei Bancari Paolo Salomone.

Allora Paolo ti senti pronto a cominciare? Posso aprire le "danze" sottoponendoti la prima domandina facile, facile?

Si? Perfetto!





• Paolo, per un bizzarro scherzo del destino ti ritrovi imprigionato tra le pagine di un fumetto…Diabolik, Paperinik o Dylan Dog?


Paperinik senza ombra di dubbio con tanto di mantello e stivali, è certamente il più simpatico e tra i tre personaggi è quello che ritengo più umano.



• Tra le pagine di quale libro hai “letto” te stesso?
Il Piccolo principe. Risposta che potrebbe far pensare a chi non lo avesse ancora letto che pecchi di presunzione o megalomania, in realtà parla di un personaggio che esprime la sua nobiltà non a corte nei palazzi ma nel suo atteggiamento aperto ad osservare il mondo con umiltà, ammirazione e mille domande da fare, con le doti della sintesi e semplicità




• I soldi non fanno la felicitá ma se vincessi al superenalotto in che modo l’aiuteresti (la felicitá!)?


Le darei un grosso aiuto. Mi libererei innanzitutto dell’impegno del lavoro per dedicarmi ad un mestiere che in tempi passati era riservato a pochi facoltosi: il pensatore. Però la vita intellettuale da sola non basterebbe, impiegherei il mio tempo per la pratica sportiva, i viaggi e lo studio delle materie che mi affascinano come la matematica, l’astronomia, l’informatica, la musica, l’architettura e altro ancora.
Credo però di non avere molte chance se è vero che vincere al superenalotto è quasi impossibile lo diventa ancora di più se continuo a non giocare…




• Il giro del mondo in…mongolfiera, in barca a vela o in bicicletta…


Partirei in bicicletta ma salterei sulla barca a vela una volta arrivati al mare.
La bicicletta perché rappresenta la forza, l’impegno, il sacrificio, la fatica, il piacere di conquistare i chilometri contando solo sulle proprie forze.
La barca a vela invece l’ingegno, l’intelligenza, l’opportunismo, la soddisfazione di attraversare gli oceani sfruttando l’inesauribile forza della natura.
Escluderei la mongolfiera non perché il volo sia meno affascinante che conquistare una cima sui pedali o attraversare il mare con il vento in poppa, ma perché è l’unico dei mezzi che mi toglierebbe l’illusione di essere io a decidere dove andare.



• Hai un figlio: Andrea. Quali sono le qualitá che vorresti avesse ereditato da te e quali invece i difetti che non vorresti


Difficile rispondere a questa domanda, dovrei avere la presunzione di riconoscermi delle buone qualità e probabilmente annoierei con il lungo elenco dei miei difetti. Più che parlare di pregi e difetti che inevitabilmente radicano in ogni essere umano, credo sia più giusto impegnarsi ad educare i figli con l’unico strumento adatto: il buon esempio. Spero di riuscire nell’intento di far valere in lui il rispetto: negli altri, nei sani principi e di conseguenza di se stesso.



• Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza…cosa è secondo te che spinge un uomo a venire meno a questo imperativo facendogli accettare di vivere nella mediocritá


La necessità di sopravvivere comunque.
Troppo spesso la vita ci costringe a mettere da parte sogni ed ideali e dedicarsi ad un più mediocre guadagnarsi da vivere necessario a garantire una vita dignitosa per se ed i familiari. Inutile inseguire l’idea di una vita ideale da eroe leggendario che non esiste, meglio rimanere coi piedi per terra senza però rinunciare al continuo impegno per migliorarla.




• L’amore è: una iperbole equilatera destinata ad un massimo ed un minimo, una equazione con innumerevoli incognite, un numero complesso ovvero in parte reale in parte immaginario…


L’immagine di iperbole equilatera potrebbe far pensare a qualcosa di regolare facilmente calcolabile e ben definito entro i suoi valori minimo e massimo, in realtà credo che l’equazione che lo identifica non contenga affatto numeri immaginari ma solo reali confusi però in innumerevoli incognite.
Lo rappresenterei in maniera più appropriata con un codice binario formato da due soli simboli di valore ben definito , zeri ed uno. Due semplici valori che combinati e ripetuti tra loro possono dare origine ad infinite combinazioni, in parole povere definirei l’amore come “l’essenza della vita”.



• Sei stato colto con le mani nel barattolo della marmellata…quale è la tua reazione: ti giustifichi, confessi e speri nel perdono, neghi l’evidenza


Mi giustifico confessando la debolezza per i dolci e sperando nel perdono. Comportamento piuttosto scontato perché non credo che sarei capace di sostenere la parte del “negare! negare sempre!” senza essere smascherato, meglio la sincerità ed ammettere l’evidenza..



• “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…” sembra dire il viso contratto e stremato del maratoneta che taglia il traguardo dopo 42.000 metri di impegno e fatica. Dicci, Paolo, tu cosa hai visto?


Hai detto bene, voi umani non potete immaginare cosa si prova a tagliare il traguardo della maratona. Vuoi sapere cosa ho visto? Il cuore in gola sulla linea di partenza, emozione e commozione al colpo di cannone, la sensazione di essere niente rispetto a quello che stai affrontando, il profondo rispetto per la distanza che mette in dubbio la capacità di arrivare in fondo anche se dimostrata col test.
Il sentirsi solo in un fiume di gente amica, una miriade di canottiere senza pettorale balzellanti, un riferimento chilometrico ed ancora tutto bene ma…non è detto. La replica di tutti gli allenamenti fatti, cominciando dai più duri, i sacrifici fatti nei tre mesi di preparazione dove tutta la vita gira intorno alla regina delle corse. La gente che ti ammira e chi ti compatisce, le inevitabili crisi, la fame, la disperazione, a volte il desiderio e la vergogna di piangere, il pensiero “ma chi me lo fa fare” che qualche volta sfocia in un “smetto di correre” ma poi la determinazione, il coraggio, la severità con te stesso, la voglia di dare tutto prima di mollare ed ecco che vedi lo striscione in fondo alla pista di atterraggio e lì dove il viaggio pensi sia finito ecco il decollo per un volo in deltaplano ad alta quota e ti senti in pace con il mondo anche se non sei andato sotto il muro delle tre ore…. provare per credere.



• Citando Woody Allen, hai mai pensato che il tuo rammarico nella vita fosse quello di non essere qualcun altro?


Chi non ha mai pensato o desiderato di essere qualcun altro? affermazione facile da fare data l’impossibilità di realizzazione e di smentita. Tuttavia nella mia costante autocritica non mi ritengo insoddisfatto a tal punto da dover desiderare di essere qualcun altro a meno che questo qualcun altro non sia dotato di tendini achillei sani e resistenti, in tal caso…



• Il grande musicista Frank Zappa riferendosi alla politica del suo paese ha detto questa frase: “Le ultime elezioni hanno posto le basi per i prossimi 500 anni di Medioevo”…senza voler fare della demagogia pensi che tre le future proposte legislative di Berlusconi possa esserci quella di rinserire la Jus prime noctis?


Non mi stupirei affatto considerando i grossi cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni c’è da aspettarsi di tutto.
Spero piuttosto che le prossime elezioni non pongano le basi per altri 500 anni di Medioevo...



• A proposito di musica. Mettendo il naso nel tuo “cassetto” ho scoperto che in un angolo tieni celato il sogno di fare il musicista e in un altro quello di fare il matematico. Due passioni non decollate per mancanza di “temperamento” oppure la fantasiosa illusione di un impiegato alienato?


Le passioni meritano rispetto, non puoi soddisfarle con un impegno superficiale ed incostante ragion per cui preferisco tenerle da parte al caldo in attesa di metterle in pratica quando avrò il tempo e la forza di farlo. Mi rendo conto benissimo che molte di loro non si realizzeranno mai ma che senso avrebbe la vita senza avere ancora mille cose da fare.



• Coerente oppure incoerente?


Direi coerente, anche se a volte le circostanze mi portano ad assumere un atteggiamento meno rigido rispetto ai principi. Credo ciò sia inevitabile, l’importante è rendersene conto e non esagerare.



• Severo ed esigente oppure indulgente e tollerante?


Indulgente e tollerante verso gli altri, severo ed esigente con me stesso.



• Meglio buoni rimorsi che cattivi rimpianti è il mio motto. Dovendo fare un bilancio qual’è il piatto che pesa di piú?


Indubbiamente meglio buoni rimorsi anche se il timore di sbagliare mi ha portato troppo spesso a rinunciare ad affrontare le cose lasciandomi troppi rimpianti.
Meglio avere un rimorso per ciò che hai vissuto piuttosto che il rimpianto di una rinuncia.
La vita è quello che hai vissuto non il resto.



• Fai piú spesso quello che senti o quello che devi?


Non ho capito la domanda: intendi dire se faccio più spesso quello che mi dicono gli altri oppure se accumulo debiti?
Diciamo che qualche volta mi piace ascoltare la voce che viene da dentro, in tal caso non devo niente a nessuno.




Ma a questo punto Paolo mi ricorda che siamo ospiti di un sito di atletica (beh, lui veramente è di casa!) e allora dove sono le domande di sport???
Ha ragione. Chiedo venia, il mio voleva essere solo un eccesso di premura nei suoi confronti…Volevo evitare di mettere il dito nella piaga, ma visto che devo….


• Allora, Paolo, la dolente nota: I tuoi tendini capricciosi sono un fastidioso inconveniente per un atleta che vorrebbe sempre essere al massimo, ne vogliamo parlare?


Capricciosi è dire poco, discoli direi, da chiudere in collegio o meglio in riformatorio.
C’è poco da dire, basta consultare i tomi di analisi e radiografie accumulati in anni di fastidio per rendersi conto che ormai sono condannati. Mi rimetto alla clemenza della corte per evitare loro l’ergastolo e sperare magari in un’uscita anticipata per buona condotta.



• Sempre in lotta con questo tuo nemico n. 1!

Pensi di riuscire prima o poi a trovare un compromesso con i tuoi problemi fisici (e dell’etá!)?


Bella roba, magari fosse una lotta contro un nemico, il fatto è che sono DUE contro uno. Non ho nessuna probabilità di sconfiggerli da solo.
Non perdo comunque la speranza in un rientro magari meno esasperato ma comunque sufficiente da farmi continuare a respirare il clima dello sport che amo, con il quale sono cresciuto ed al quale non riesco a sentirmi estraneo.



• L’espressione “l'importante è continuare a partecipare,,,”trovi possa essere un segnale di

maturitá altletica oppure un’amara consolazione?


Amara consolazione! Che l’importante sia partecipare è il minimo che uno sportivo possa chiedere a se stesso. Certo è meglio che niente ma niente di più.
Per maturità atletica intendo l’equilibrata gestione della proprio fisico in funzione di vari fattori quali l’età, ma sempre riferiti ad un fisico integro.



• Parliamo dei bei tempi, in particolare dei tuoi bei tempi!


Da allievo (14-16 anni) facevo 4,19 sui 1500, 6,08 sui 2000 siepi e 9,45 sui 3000.
Quando ho ripreso l’attività in età avanzata non sono riuscito ad avere più di un anno di continuità negli allenamenti per via di ripetuti infortuni, non sono mai riuscito pertanto ad esprimermi per il mio potenziale, i miei riferimenti sono 2h 57 sulla maratona, 1h 19 sulla mezza, 36,20 sul 1000 e 11,20 sui 3000 st all’interbancario.



• Ed ora come sono i tuoi allenamenti?


Attualmente sono fermo, nel senso che non mi alleno correndo. Mi tengo in forma con lo spynning in palestra, partecipo a qualche gara scegliendo tra quelle più corte e meno impegnative.



• Nelle gare alle quali decidi di partecipare c’è piú rabbia oppure piú piacere, quello di riscoprire il gusto della competizione.


Un po’ di tutto. Rabbia per sentirmi escluso dalla competizione ma anche il piacere di vivere le gare dall’interno anche se ad andatura piuttosto tranquilla.
Mi sono accorto comunque di avere molti più amici: tanta gente che prima non vedevo ora in gara mi chiama e mi saluta…



• Correrai la maratona di Berlino come organizzatore. Non pensi che la buona riuscita di questa iniziativa potrá essere un pó come averla gareggiata al top?


A dir la verità l’ho già gareggiata per due volte ma non credo che l’organizzazione del viaggio si possa paragonare alla partecipazione diretta.
Credo molto nella buona riuscita dell’iniziativa che ho intrapreso e spero vivamente che possano affermarlo tutti i partecipanti al ritorno a Roma.
Ho messo in campo per questo tutto il mio impegno e la passione per organizzare al meglio la trasferta. Spero di riuscire a dare ad ognuno qualcosa di positivo.
Colgo l’occasione per augurare a tutti gli iscritti una maratona al top.



• FACTUM OMNE ROTAT, il fato travolge tutto. Sei d’accordo con questo detto oppure pensi che siamo noi gli artefici primi del nostro destino?


Noi viviamo nella più grande illusione se pensiamo di essere gli artefici del nostro destino.
Come su una piccola barca a vela in mezzo al mare ti senti padrone di andare nella direzione che vuoi al semplice movimento della pala del timone, e spesso ci riesci acquisendo pratica e sicurezza ma basta che alzi il vento ed ingrossi il mare per rendere inutile il piegamento della barra a destra o a manca. Il destino ti lascia fare fino a quando decide di assumere il comando.



• Da queste quattro chiacchiere si evince che la corsa è la passione della tua vita, l’amica piú cara, il nobile scopo, quella che tra alterne vicende ti accompagna sin dall’adolescenza. Pensi di riuscire a parlarmi un pó del rapporto che hai con lei mettendo al bando nostalgie ed amarezze?


E’ senza dubbio l’amica più cara, quella che non mi ha mai voltato le spalle nemmeno nei momenti più difficili dispensando gioia e sofferenza, ma non può esistere l’una senza l’altra.
E’quella che mi da l’allegria di correre in gruppo una domenica mattina, la stessa che mi fa riflettere in lunghe uscite solitarie.
E’ quella che mi fa prendere un giorno di ferie non programmato e percorrere 100 km in macchina per andare a fare il giro del lago in solitario.
E’ quella che rende positiva ogni giornata se cominciata con una corsa all’alba.
E’ quella dalla quale torni sempre con il buon umore.
E’ quella che mi mette davanti ai miei limiti e mi incoraggia a continuare.
E’ quella per la quale ho sudato tanto ma mi ha ripagato profumatamente.
E’ quella che ha migliorato la mia vita e non solo nelle gambe.
E’ quella alla quale non posso mentire e devo sempre dare il massimo.
E’ quella che anche senza ali… mi fa volare.



È la risposta che mi auspicavo di ricevere da un vero atleta e Paolo non mi ha delusa. Non ci crederete ma nonostante le tante risposte ed il fatto che ci conosciamo piuttosto bene il suo sguardo tradisce ancora quel misto di timidezza, riservatezza e stupore che sono parte essenziale della bella alchimia che caratterizza il suo carattere e che ben si sposa all’entusiasmo e all’impegno che mette in ogni sua impresa, che sia a cavallo di una bici oppure di “corsa” con indosso la divisa dei bancari.
Ora posso comunicargli che puó considerare terminato l’interrogatorio e che puó finalmente rilassarsi. In effetti, lo confesso, con lui ho giocato con le domande un pó come il gatto con il topo ma sono stata spiazzata dalle risposte graffianti e ruggenti di un leone.
Quindi, morale dell’intervista, nonché consiglio dell’intervistatrice ai gentili lettori (nel caso ce ne fosse bisogno!) : “Mai fidarsi delle apparenze “.
Consiglio d’amica all’intervistato: Festina lente, Paolo, Festina lente….ma continua cosí!!!

 

 

 
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