Sarà perchè Andrea si chiama anche Patrick, mio corrispondente maschile, sarà perché il suo cognome è lo stesso di quello di una mia compagna di scuola delle superiori, sarà perché ogni volta che ho avuto modo di incontrarlo l’ho visto sempre sorridente e cordiale ma, più probabilmente, sarà perché mi ha dato subito l’impressione che potesse avere qualcosa di interessante di se da raccontare. Ecco perchè ho chiesto a Patrick di essere lui il protagonista della mia nuova intervista. Venuta a conoscenza delle suoi origini molto irish non ho esitato a proporre un salto e due chiacchiere al Fiddler’s elbow, primo pub irlandese d’ italia, zona Santa Maria Maggiore, scelta seguita dalla proposta di un triplo salto carpiato in una Guinness.
Sarà perchè Andrea si chiama anche Patrick, mio corrispondente maschile, sarà perché il suo cognome è lo stesso di quello di una mia compagna di scuola delle superiori, sarà perché ogni volta che ho avuto modo di incontrarlo l’ho visto sempre sorridente e cordiale ma, più probabilmente, sarà perché mi ha dato subito l’impressione che potesse avere qualcosa di interessante di se da raccontare. Ecco perchè ho chiesto a Patrick di essere lui il protagonista della mia nuova intervista. Venuta a conoscenza delle suoi origini molto irish non ho esitato a proporre un salto e due chiacchiere al Fiddler’s elbow, primo pub irlandese d’ italia, zona Santa Maria Maggiore, scelta seguita dalla proposta di un triplo salto carpiato in una Guinness.
E’cosí che mi ritrovo di fronte a Andrea Patrick Ungaro “from Dublino to Roma”. Un real italo-irlandese metà verdè Irlanda e metà grigio fumo di…Roma ovvero romano d’adozione ma dublinese di nascita, giusto?
Vero. Sono nato il 20 maggio 1969 a Dublino Irlanda, mamma Irlandese papà “romano de Roma”, giusto il tempo di disbrigare le formalità anagrafiche..è possiamo dire che ho sempre vissuto a Roma, precisamente alla Garbatella!
Ti dispiace se cominciamo proprio a parlare di Irlanda? Vorrei approfittare della tua presenza per conoscerla e farla conoscere meglio.
Why not
Un’ immagine che ti porti dentro della tua terra natale?
Oggi l’irlanda è, nel bene e nel male, un paese profondamente trasformato, tanto per darti un’idea considera che un paese sostanzialmente fatto di dolci colline verdi e tante pecore nel giro di pochi anni è diventato il secondo paese in Europa per acquisti immobiliari nel continente europeo e se non erro terzo o quarto per immatricolazione fuoristrada, non ultimo ahimè anche il primo paese sempre in europa per numero di edifici storici abbattuti per far spazio a mostruosi centri commerciali/finanziari, etc., e dulcis in fundo un ricorso folle al credito al consumo/mutui che non ha eguali in europa..della serie “senti che botto”!!! La mia immagine quindi non può non fare riferimento ai ricordi di quando ero giovincello ovvero ad esempio mia nonna che la sera metteva le bottiglie del latte fuori dalla porta per ritirarle piene il giorno dopo, ragazzi che vanno a scuola con i capelli rossi arruffati dal vento in pantaloncini corti o ragazze senza calze in pieno inverno! la Guiness che allora era ancora Guiness e veniva servita fresca non ghiacciata come impone il gusto moderno, le riunioni familiari, che non erano genuine se non c’erano almeno 30 40 parenti molti dei quali dagli Stati Uniti o dal Canada..Potrei andare avanti per ore ma rischierei di essere noioso, penso sia chiaro quindi che l’irlanda di oggi, che poi è Dublino, visto che quasi la metà degli abitanti risiede nella capitale, non mi faccia impazzire. Per riscoprire ancora qualcosa di autentico bisogna lasciarsi la città alle spalle e andando per strade provinciali inoltrarsi nel west of ireland, il Connemara, con un po’ di pazienza si trovano ancora aree di selvaggia bellezza.
Il simbolo ufficiale della Repubblica d'Irlanda è l’Arpa di Brian Buro. Altro simbolo, in questo caso non ufficiale, lo shamrock, una foglia di trifoglio giovane. Se fossi tu a dover rappresentare le due nazioni per te significative (Irlanda, Italia) in base alle tue personali esperienze quali simboli sceglieresti?
Per l’irlanda senza dubbio sceglierei il Bodhran tamburo di pelle di capra, è un must nei pub dove si fa della vera musica celtica, è allegro, a tratti assordante, unisce le persone con il suo ritmo, mantiene un filo di continuità con il passato, per me rappresenta la vera vitalità degli irlandesi. Per l’Italia, non c’è dubbio oggi molto sarcasticamente direi un bel pallone di calcio marcio sgonfiato. Non aggiungo altro.
Gli irlandesi si vantano, non a torto, di essere i veri conoscitori del piccolo popolo o popolo fatato che vive, da tempi immemorabili, in un mondo che appartiene ad una dimensione magica e incantata. A popolare questo mondo ci sono un numero incredibile di creature strane e bizzarre: folletti, elfi, streghe, fate, e molti altri. C’è una favola irlandese che tua madre ti raccontava da bambino e che ti fará piacere far conoscere anche al tuo? Se ce ne hai una ce la racconti?
Finalmente una bella domanda che si merita una risposta esauriente ed articolata!! Quanti bei ricordi! più che una storia, voglio farti conoscere più da vicino quelli che mi hanno sempre incuriosito/spaventato di più. Ci sono i cosiddetti folletti socievoli, gli Sheoques e i Brownies, sono piccoli folletti che vivono nelle verdi campagne irlandesi. La loro musica è magica e tutti coloro che hanno la sventura di ascoltarla perdono qualsiasi interesse per le cose umane diventando guaritori o veggenti. A volte gli Sheoques agiscono in modo crudele nei confronti degli umani: rapiscono i bambini nella culla e lasciano al loro posto un folletto brutto e avvizzito. Possono persino arrivare ad uccidere per vendetta se ad esempio qualche umano osa distruggere le loro abitazioni! Gli Elfi irlandesi invece assomigliano ai nani e agli gnomi, indossano abiti verdi o blu e berretti rossi. Hanno un carattere bonario ma sono piuttosto sospettosi nei confronti degli umani. Sono creature della terra, vivono tra le radici degli alberi sacri della foresta e di notte si danno da fare per aiutare gli animali feriti che abitano i boschi o per ricompensare qualche umano di una buona azione. Il Leprechaun, il più divertente, non è propriamente un folletto malvagio anche se la tradizione lo vuole figlio di uno spirito maligno e di un folletto malevolo. In irlandese Leath bhrogan significa ciabattino di una sola scarpa ed è questa infatti la caratteristica che lo contraddistingue da tutti gli altri folletti: egli è solito sedersi sotto una siepe intento a riparare una scarpa. Si ubriaca spesso con il whisky distillato in casa sebbene non si ubriachi mai così tanto da non poter tenere ben saldi nella mano gli strumenti da lavoro. Ha accumulato enormi ricchezze e ha fama di essere estremamente avaro. Chi riesce a catturarlo può ottenere le sue pentole d'oro ma èun'impresa assai difficile poiché, non appena si distoglie lo sguardo da lui, svanisce nel nulla. Porta sempre con sé due borse di pelle: in una è custodita una moneta d'argento magica poiché ritorna sempre nel borsellino di chi lo ha speso; nell'altra invece è custodita una moneta d'oro che il Leprechaun usa per "comprare" una via d'uscita nei momenti difficili. Infine c’è La Banshee che viene vista nel folklore irlandese sia come donna fatata che come spirito o fantasma. Come donna fatata viene spesso usata nei racconti per spaventare i bambini e metterli in guardia dai pericoli che si corrono restando fuori casa da soli. Si dice che il vento che soffia attraverso gli alberi della foresta in inverno sia la voce della Banshee. Come spirito, essa annuncia con un lugubre grido la morte di personaggi illustri appartenenti alle grandi famiglie irlandesi. Essa può apparire sotto triplice aspetto: giovane donna, nobile matrona o vecchia megera che sono anche i tre aspetti della dea celtica della guerra e della morte Solitamente la Banshee indossa un mantello grigio con cappuccio, oppure un velo ondeggiante o ancora un sudario funebre. Interessante vero? Dai che adesso scappi a comprarti un libro di fiabe irlandesi!
Un mio collega irlandese pone spesso l’accento sul fatto che essere giovani in Irlanda è molto diverso che in Italia perché i ragazzi vengono responsabilizzati e messi di fronte alle problematiche del mondo adulto molto prima che da noi perdendo in questo modo divertimenti e spensieratezza. Sei dello stesso avviso?
Assolutamente in disaccordo in quanto in Irlanda è vero che i giovani lasciano prima il nido familiare, ma è anche vero che è un paese che ha avuto negli ultimi dieci anni una crescita economica spaventosa e quindi si è investito molto sui giovani in termini di qualità degli studi e opportunità di lavoro, quando girano i soldi tutto sembra bello e facile, e ti assicuro che la vita se la godono a mille fino all’ultimo goccio! Ma chi è il tuo collega????
Tornando agli usi e costumi (e consumazioni), meglio un Irish mist o una grappa, un Irish coffe o un limoncello?
Irish Coffee, non c’è dubbio.
Mi hai accennato che sei un buongustaio e un appassionato di vini e che sei riuscito anche a coniugare la passione per i buoni prodotti con il lavoro. E’un argomento che varrebbe la pena approfondire, raccontacelo
Nel corso del mio lavoro sono venuto spesso a contatto con il mondo dell’enogastronomia e delle aziende vitivinicole (non a caso ho lavorato come consulente anche alla fiera di Verona, dove si tiene il Vinitaly) ciò ha determinato in me una forte passione ed interesse per tutto ciò che concerne la salvaguardia delle produzioni locali italiane di nicchia, che costituiscono un patrimonio immenso del nostro paese, non ultimo anche ahimè il vino, che si esplicita in una cantina personale molto ben fornita! Tutto ciò quindi si traduce nell’essere anche un accanito lettore di pubblicazioni varie sul mondo del cibo e del vino, peraltro la fortuna ha voluto che per motivi di lavoro debba spesso trattare tali argomenti (mai sentito parlare del pecorino di farindola o dello zafferano di navelli? La ventricina del vastese???),
Immagino che ti piaccia anche cucinare…
cucino abbastanza, specie adesso che Annamaria si stanca tanto appresso al bimbo, ho dei piatti preferiti? Siiiiiiii. Testina d’agnello, coratella, rognone, ecc. ovvero la cucina del quinto quarto (che ci vuoi fare un italo/irlandese pesca il meglio dei due mondi) per il pesce il polipo in insalata di patate e la pezzogna al forno con le sempre eterne patate (SI un mio tratto comune è il blend tra la tradizione irlandese di mia mamma e quella di mio papà, entrambe delle belle cape toste!)
L’ anno che ha segnato la svolta della tua vita
Nel 2003 finito di fare il farfallone e di scialare tempo e denaro appresso alle “Femmini” mi sono sposato con Anna maria, appena conosciuta sono rimasto follemente innamorato di lei, lei invece un po’ meno..Più di un mese di duro lavoro per convincerla ad uscire a cena con me!!! Chissa perché era convinta che avevo ancora delle storie da chiudere definitivamente ! (tutto vero) inutile dirti che è stato il fidanzamento più veloce del West, dopo un paio di mesi, tanto per tenerla sulle spine le chiedevo di sposarmi, ma avevo già deciso che era lei la donna della mia vita, già dalla prima volta che l’avevo vista. Il seguito e alcuni accadimenti poi hanno confermato il tutto, sicuramente la miglior decisione che abbia mai preso poi dal 24 novembre è arrivato Gabriele, meraviglioso, e la vita si è di nuovo incasinata da capo.. come dire era previsto..Allenamenti compresi! Mi ritengo molto fortunato, ogni giorno ringrazio il buon dio per quanto mi ha dato, si il lavoro potrebbe essere meglio, ma c’è sempre qualcosa per cui lamentarsi nella vita no?
Quindi qual è la tua personale opinione sulla teoria che esista una chimica dell’ amore e sul fatto che l’ innamoramento sia considerato scientificamente un evento destinato a nascere, svilupparsi ed esaurirsi in un arco di tempo definito
Ma chi te la suggerita questa domanda sempre quel tuo collega di prima????!!!!andiamo avanti
Veramente cercavo solo adepti che potessero confutare tale teoria , che personalmente non mi trova concorde, ma a quanto pare non ci siamo capiti…pazienza! Accanto al lavoro, la passione per la buona tavola e gli amori indiscussi della tua vita Anna Maria e Gabriele c’è lo sport. Dimmi un pó, che tipo di sportivo sei?
Che tipo di sportivo sono? Partiamo dal fatto che alla corsa sono approdato dal Golf, si hai capito bene dal golf, anche io caduto vittima (consapevole) di tale attività, e non osi definirsi sport, dopo aver spesso fior di quattrini, perso innumerevoli palline, preso il minimo sindacale come Handicap, ed infine nel corso delle gare visto palline che venivano indirizzate vs la buca con discreti calcetti, non ultimo la cafonaggine e maleducazione di chi praticava tale attività solo per un discorso di status..e mentre girovagavo per questi campi meravigliosi mi chiedevo se non fosse più allenante correrci sopra io e non la pallina..bhè ho mollato tutto, la fortuna ha voluto che facessi amicizia con un discreto podista, ex bancari romani, il resto è storia, da circa un anno e mezzo nel GSBR, insieme al quale oltre a gareggiare passo delle splendide domeniche. Inutile dire che nel GSBR c’è veramente della gente fantastica che voglio ricordare: The President & famiglia, Joe, Daniele, Ignazio, Angelo, Leo, Stefano, Luciano, Luca, ecc., Non si fosse capito nutro un odio viscerale per il mondo del calcio e dei suoi effetti nefasti sulle coscienze popolari. Della serie il politically correct lo lasciamo “ar gatto”!
La corsa: quando e quanto…
Nulla è lasciato al caso, ho un piano allenamento definito, in media cinque allenamenti settimanali, spesso su tapis roulant causa viaggi/orari lavoro, se posso scegliere preferisco la mattina presto.
Come è cambiata la tua vita ora che se diventato padre
Potrei dire tante cose forse un po’ tutte scontate, forse la cosa più vera che sono diventato un guru del time management! Ovvero come cullarlo, lanciarlo nel passeggino apparecchiare/cucinare a velocità warp e rifiondarsi sulla culla perché il monello in quei due minuti che lo hai lasciato da solo ha finto di dormire per poi aprire gli occhietti e dirti “a papà te piacerebbe magnà in santa pace con tua moglie eh?? “
Ti regalo una giornata intera da spendere in sport e cultura, cosa ne fai?
Corsa a sensazione al lago di castel gandolfo, e per cultura…mmm.. Fiorello al teatro si può?
I libri e le riviste sul tuo comodino
Con assiduità leggo l’Economist, tanto per vedere cosa si dice all’estero e non perdere l’allenamento con l’inglese, adesso sul comodino ho i seguenti libri, la grande bugia di Pansa e i segreti di Roma di Augias, entrambe fanno riferimento, specie il primo al periodo della guerra e quanto accaduto dopo, una passione la storia nata sui banchi di scuola, credo sia fondamentale, per essere dei cittadini in senso completo, conoscere il nostro passato per affrontare al meglio l’oggi ed il futuro.
Concordo con il concetto anche se i corsi ed i ricorsi storici del buon Vico fanno tanto riflettere su quanto alla facilità dell’enunciato si contrapponga la difficoltà da parte dell’animale uomo di trarre insegnamento dagli errori commessi
Hai purtroppo ragione
Hai corso la maratona di Berlino, eri parte del pugno di eroici atleti BR che hanno varcato con onore e gloria la porta di Brandeburgo. Quali le tue impressioni durante e le emozioni all’ arrivo che conservi dentro di te
Fantozzi in Germania! nel senso che spossato, anche da una giornata particolarmente calda, appena attraversato la porta di Brandeburgo mi sono fermato pensando di essere arrivato peccato che l’arrivo era un circa 200mt più avanti! Non dimenticherò mai la birra alla spina bevuta all’arrivo, veramente energizzante. Più che la maratona, con tanta gente che t’incitava, è stato bellissimo il viaggio nel suo insieme, molto ben organizzato.
Vedo che hai dribblato l’episodio “banana”, quello che mi hai raccontato dopo il secondo giro di Guinness! Forse hai fatto bene, magari qualcuno maliziosetto avrebbe potuto malignare. P.S. Chi vuole conoscerlo nei particolari puó rivolgersi direttamente all’interessato.
Cinema o televisione
Noi a casa per scelta non abbiamo la televisione, I film che di solito vedo al cinema sono frutto del compromesso con mia moglie, quindi come i cani che puntano i piedi quando vanno dal veterinario, io allo stesso modo mi comporto, per poi ricredermi, sempre..D’altronde se la scelta fosse lasciata a me non mi dispiacciono i film dove ci sono morti ammazzati tot./al kilo, rivedo comunque sempre con piacere i film di Sergio Leone, quello si che è vero made in Italy (guarda caso diversi sono stati girati in Abruzzo) o quelli che mi passa il collega che poi vedo sul pc mentre cullo il bimbo.
Senza dubbio tanti interessi e tante passioni. E la musica?
Non avendo la televisione, per la musica a casa abbiamo la radio sempre accesa, una predilezione per la musica anni 80 sia italiana ed estera, in vita mia sono stato solo a 4 concerti, uno erano gli U2 of course, un altro renato zero, e due volte il mitico Claudio (che mia moglie adora sarà per questo che mi ha sposato?).
Meglio una tranquilla serata in casa con gli amici oppure una uscita serale destinazione ristorante consigliato ovvero pantofolaio o mondano?
Se non è sempre mia moglie che mi trascina fuori, sto bene a casa, in famiglia, il mio guscio, passare la serata a fare lavatrici o stendere panni no problem, andare fuori a cena? Non capita spesso, preferiamo avere amici a casa, anche se più faticoso, credo sia la cosa più vera e genuina, con buona bottiglia di vino al seguito! Se però uno è disposto a fare qualche km, allora vado a mangiare molto volentieri in Abruzzo, dove ancora si trovano ancora posti con rapporto qualità/prezzo ottimo.
A questo punto Andrea Patrick riceve una telefonata….un piccolo urlante gli ricorda che è ora di rientrare. Non prima peró di avergli estorto ricetta originale e avere avuto conferma sulle origini dell’Irish Coffee…Io personalmente l’adoro e poiché sono generosa non ho problemi a condividere la ricetta doc con voi affezionati lettori. Certo l’inverno non è molto rigido quest’anno ma per un buon Irish Coffee è sempre il tempo giusto l’importante è gustarlo in buona compagnia.
La ricetta
Ingredienti per 4 persone: un quarto di panna, un litro d'acqua, 85 gr di caffè macinato, otto cucchiaini di zucchero oppure otto zollette di zucchero, sedici cucchiai di whisky irlandese.
Montate leggermente la panna in una scodella, poi copritela e mettetela nel frigorifero. Fate bollire l'acqua in una pentolina, mettete il caffè in una caffettiera (non la moka italiana), versatevi sopra l'acqua bollente e fatelo riposare per cinque minuti. Mettete due cucchiaini di zucchero (o due zollette) in ogni bicchiere (sceglietene quattro da vino), riempiteli per tre quarti con il caffè ottenuto e mescolate finchè sarà sciolto lo zucchero Aggiungete ad ogni bicchiere quattro cucchiai di whisky irlandese e ricoprite il caffè con la panna senza però mescolarla con il liquido. Bevete ora il caffè attraverso la panna, sentirete così di più l'aroma caffè e gusterete meglio il whisky irlandese. Piccola variante: sciogliete lo zucchero direttamente nell’acqua della macchina del caffè, e montate la panna assieme al whisky, una vera bontà.
Le origini…
In una sala d'attesa dell'aereoporto di Shannon, una tarda notte del 1942, giunsero alcuni passeggeri molto stanchi: il loro volo era stato rinviato per il maltempo e attendevano ormai da molte ore. Il titolare del bar dell'aereoporto, il signor Joe Sheridan, pensò di servire loro qualcosa di tonificante per riscaldare i suoi "raggelati" clienti. Preparò del caffe forte, aggiunse zucchero e whiskey, completando l'opera con della panna. Quando i passeggeri, stupiti per la bontà della bevanda domandarono se si trattasse di caffe brasiliano, il mister Sheridan argutamente rispose: "No, è caffe irlandese". Ecco come nacque il più famoso dei cocktail a base di whiskey irlandese. Si deve però ricordare che a farla diventare una bevanda di largo consumo furono gli Americani (*) che lessero la notizia dell'invenzione sul San Francisco Chronicle.
(*) Chissá se il nostro Joe lo sapeva!
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