Logo Gruppo Sportivo Bancari Romani
www.bancariromani.it
 
Il sito del Gruppo Sportivo Bancari Romani
 

Il personaggio di Dicembre 2005

Ritorna
 

Luciano Duchi

Questo mese incontriamo il versatile, istrionico, gran mattatore e gran Presidente Luciano Duchi

The President

di Patrizia Farron

 

Per incontrare un personaggio come Luciano Duchi mi sarebbe piaciuto potermi trasformare in una maratoneta di successo ed invece mi riduco a promettergli una fetta di crostata fatta da me, spacciandomi per abile pasticcera, pur di farmi perdonare l’essere solo una umile dilettante ed accattivarmi comunque la sua preziosa collaborazione.

Naturalmente la mia è solo una battuta per rompere il ghiaccio tutti sanno che non ce ne sarebbe motivo perché Lui, primo ospite ad honorem di questa nuova rubrica è, prima che Presidente dei Bancari Romani, uomo molto disponibile, solare e sorridente.

• Allora Luciano, cosa ne pensi di questa nuova idea di Paolo e quali le sensazioni che hai provato alla proposta di essere il primo della lista: stupore, gratificazione o semplice curiosità

• R. Tutto ciò che, di non banale, accresce l’interesse del nostro sito lo trovo utile, in questo caso mi è sembrata una buona idea, ovviamente come dicono i francesi un deja vu; che io sia stato il primo della lista mi pare giusto, sono o non sono fra i bancari un primus inter pares.


• Ho letto sul tuo libro che hai esordito nell’atletica con il lancio del peso. Dal cercare di gettare il piú lontano possibile un qualcosa al non mollare mai la presa….anni di impegno che non conosce soste, intraprendenza alle stelle. Quale é il segreto di cotanto entusiasmo e determinazione

• R. La costante applicazione e la tigna toscana trasmesso nel mio dna dai miei genitori; non è vero che non ho mollato mai la presa (tanto per fare un esempio ho lasciato in punta di piedi, nel 1995, la presidenza della maratona di Roma, carica per la quale qualcuno avrebbe ucciso i genitori, se uno dei parametri per fare il presidente, fosse stato essere orfani.


• Da giovane allievo che s’ inchina con riverenza ed ammirazione a primatisti d’eccezione, a gran maestro di sport e di vita. Qual è la qualitá che ti riconosci e che consideri determinante per questa trasformazione

• R. Un istrionismo ereditato da mia madre, che spesso mi ha fatto apparire simpatico, un desiderio di essere sempre notato, come spesso capita ai figli unici, una memoria da Pico della Mirandola, che nei momenti importanti mi ha dato una gran mano; non ho mai voluto scientemente il successo, che anzi mi ha sempre fatto paura, ma non ho potuto fare a meno di diventare, spesso mio malgrado, opinion leader, delle cose che mi piacciono e che mi intrigano, non preoccupandomi di essere un somaro assoluto su tutto ciò che non mi coinvolge emotivamente, anche se quel “ciò”, in quel momento, era l’argomento del giorno.


• Sempre a tale proposito come e quanto è cambiato in tutti questi anni il tuo modo di concepire la vita?

• R Alla mia età la vita non si concepisce più, la si subisce, sperando che non cali troppo la motorietà, per me essenziale, sia del fisico che della psiche; dico sempre a mia moglie: quando vedrai che sono sul rimbambito, ti prego di sopprimermi; però se ho i geni di mia madre, che oggi compie 97 anni e ragiona meravigliosamente, forse sarò io a sopprimere lei, malgrado la forte differenza di età.

• Il tuo è da sempre impegno a 360 gradi. Hai mai provato la sensazione di aver tolto qualcosa al tuo ruolo di marito e di padre oppure, viceversa, ritieni di averlo integrato ed arricchito ?

• R. E’ il mio punto dolens, ho una moglie che è una madre perfetta (forse troppo!) e una sposa ideale (forse troppo!), ho sempre avuto un rapporto conflittuale con mia figlia (siamo caratterialmente speculari), ho dedicato a mia moglie l’uno per cento del tempo che si meritava. Mi auguro di avere il tempo di recuperare.

• Nella tua lunga carriera di sportivo c’é un giorno in particolare che conservi nel cuore ed il cui ricordo é per te ancora motivo di forte emozione ?

• R. Due anni or sono, in occasione della presentazione alla stampa della Roma Ostia, nella sala della Presidenza della Regione Lazio, annunciai, non con le semplici lacrime ma singhiozzando pateticamente (!) il mio abbandono alla carica di Presidente della maratonina, emozionando tutti i presenti. Quando ripenso a quel momento, provo una forte emozione e…mi vergogno.

• Qual é stata la tua vittoria piú bella ?

• R. Da un punto di vista agonistico nessuna, a meno che in futuro non riesca a battere D’Amore ( tutti debbono avere il proprio nemico agonistico, che può essere anche il migliore amico!), da un punto di vista esistenziale quando, dopo 25 anni di direzione generale del Circolo della Banca di Roma, sono andato via (eufemismo) e i miei ex collaboratori ed amici, ogni volta che mi rivedevano, dicevano “..aridatece Duchi!”.


• Per contro quale invece la tua piú cocente sconfitta

• La prima volta che feci i quiz per la patente, venivo da una decina di esami universitari superati brillantemente, non potevo accettare che m’avessero bocciato su quelle stronzate.


• Il tuo piú grande difetto, quello che non puoi evitare di riconoscerti…

• R. Se non sono certo della qualità professionale dei delegati, delego poco o non delego affatto, questo mi ha impedito di ottenere risultati più importanti.


• Dietro un grande atleta c’ é sempre un grande uomo parliamo di Luciano uomo. Riposta la tuta e le scarpe da ginnastica potendo scegliere ti sentiresti piú a tuo agio a vestire i panni di un affascinante avventuriero come Casanova, quelli di un romantico e sognatore come Cirano oppure quelli di un importante allenatore di Serie A giacca e cravatta a strillare in panchina ?

• R. da ragazzo a scuola, quando gli studenti della mia epoca usavano due linguaggi: uno pieno di parole pesanti tra maschi, l’altro forzatamente effeminato con le ragazze, io ero antesignano e dialogavo con le ragazze e con gli amici allo stesso modo, usando un linguaggio “mediato”, cioè andante ma non troppo. Questo per dire che il gineceo è stata per me sempre una passione totale, che prosegue nel mio sunset boulevard, sul quale sogno sempre di fare dietro front e tornare verso il mare della gioventù (s’è capito che preferisco il Giacomo seduttore?).


• Ora concedimi di farti tornare bambino e chiederti la favola che ami di piú.

• R. Cappuccetto rosso.

• Perché ?

• R. Non lo so, ma ho obbligato mia zia Marina a raccontarmela mille volte, in periodo di guerra, quando ero a Casteldelpiano (Monte Amiata), anche una volta in cantina, mentre bombardavano la zona tanto che ci furono numerose vittime.

• Etá della ragione e della maturitá : il libro che ha segnato la tua crescita e che ogni tanto senti il bisogno di rileggere.

• R. Una fortuna pericolosa ( A dangerous fortune) di Ken Follet, l’ho acquistato a Bozman (Montana Usa) in inglese, con le cassette, che ascoltavo quando correvo e l’ho imparato a memoria, in inglese, per migliorare il mio orecchio alla lingua albionica.

• Il film che ti non ti stancheresti di rivedere.

• R. Un Americano a Parigi, l’ho visto dieci volte e ho provato mille volte a ballare come l’attore protagonista (J. Kelly se mi ricordo bene)

• Il tuo genere musicale.

• R. Nessuno, è uno dei campi che ti ho detto all’inizio, sono rimasto a “ Vecchio scarpone”.


• Tanti nemici molto onore oppure pochi buoni amici e qualche momento in piú di difficoltá.

• R. Pochi buoni amici e tanti momenti in più di difficoltà.


• L’attrice che inviteresti a cena.


• R. Demi Moore, ha anche l’età giusta.



• Quanto conta la bellezza in una donna ?
(ndr A giudicare dalla bella moglie che ti sei scelto hai giá risposto!)

• R. E’ vero, non sono fariseo, sono stato sempre attratto dalle belle donne, anche se ho un concetto di “bello”, un po’ fuori dai canoni comuni e il cervello fa parte del bello.

• Se dovessi scegliere una meta da quale parte del mondo ti senti attratto.

• R. Big Sky, Montana, a poche miglia dal parco dello Yellowstone, per qualche anno ho posseduto una casa, nel mezzo di un campo da golf, accanto a un fiume dove si potevava fare rafting e con tanti trail dove si rischiava di incontrare l’orso Yoghi…però questo o rimarrà un sogno o lo realizzerò quando non sarò più il Presidente dei “Bancari” e della Roma Ostia.


• Una domanda facile, facile: Data di nascita, Luogo, Segno zodiacale e ascendente


• R Roma 30 Maggio 1939, segno “Gemelli”, ascendente “Pesci”



• Il quartiere dove sei nato e cresciuto: due (o piú!) parole su luoghi, persone, odori a cui sei rimasto legato.

• R. Quartiere Metronio, Via Satrico 33, il quartiere degli artisti: ci abitava Marcello Mastroianni, Carlo Campanini, i fratelli Memmo e Carlo Carrotenuto e tanti altri; spesso ho fatto la comparsa nei film americani della fine degli anni cinquanta e inizio sessanta, addirittura nel film “Cleopatra”, con Elisabeth Taylor e Richard Burton, ho fatto delle figurazioni speciali e ho pronunciato la frase “ Where is the Egypt show me the way”, che mi fece guadagnare tante lire da sbarcare il lunario nei lunghissimi diciassette mesi del militare, che feci a Trieste/Opicina, Napoli/Poggioreale del Carso e Pistoia. I miei compagni d’infanzia sono sparsi per tutta la penisola, qualcuno dei più cari mi ha lasciato. Il viadotto Marco Polo, per noi ragazzi era “ a’ via nova” dove andavamo a fare a serciate con i nostri nemici, dopo aver letto il libro e visto il film “ I ragazzi della Via Paal”. Sono stato uno dei primi ad avere la TV nel mio negozio (un bar a Piazza Santa Maria Ausiliatrice) e durante “ Lascia o raddoppia”, il programma di Mike Bongiorno che paralizzava l’Italia, stupivo i clienti presenti, rispondendo a quasi tutte la domande su: storia, geografia, letteratura italiana (principalmente Dante) e ovviamente lo sport. L’odore al quale non sono rimasto legato è quello delle nauseabonde sigarette (tipo Golouase) che si fumavano in ogni ambiente, quasi esclusivamente dagli uomini.



• Un’ultima domanda….É notorio che in pensione ci si ritrovi con tanto tempo libero a disposizione: Luciano, confessa….ma tu come lo impieghi ?!?! P.S. parolacce non permesse….

(Luciano non raccoglie la mia “provocazione” e mi risponde con perfetto applombe inglese)

• R. A registrare i risultati di tutte le gare del mondo, sul mio P.C. programma “atleti”, spesso facendo inquietare (eufemismo) la mia signora.


Questa è l’ultima domanda che avevo in serbo per lui anche perché capisco che il tempo che cosí generosamente mi ha dedicato è stato rubato, con non poche difficoltá, ai tanti impegni che gli derivano dall’essere quello che è: una vera e propria Icona dei Bancari Romani.
Non mi resta quindi che accomiatarmi da lui e nel salutarlo e ringraziarlo per la cortese disponibilitá penso che è stato proprio piacevole incontrare un uomo dalla personalitá cosí spiccata ed accattivante e mi auguro di essere riuscita, nel mio piccolo, a dare voce a qualcuno dei suoi piú intimi, inediti pensieri.

Patrizia Farroni






Caro Luciano,

ti ringrazio infinitamente per la serietá e l'attenzione che hai voluto mostrare a questo mio "goffo" tentativo di cronista per caso.

Al contrario le tue risposte sono state serie ed impegnate e mi hanno piacevolmente colpita per la grande e profonda umanitá che lasciano trasparire e che sono certa non lasceranno indifferente chiunque avrá voglia di curiosare tra le "righe"...

Un abbraccio

Patrizia





Patrizia, non ti hanno detto ke i signori maturi (eufemismo) sono sensibili ai complimenti? Grazie di avermi fatto arrossire e complimentissimi invece per la formulazione delle domande.



Lo zio Luciano.

 

 

 
risoluzione consigliata 800 x 600
webmaster Paolo Salomone