Roberto Frinolli ,ogni martedì e giovedì della primavera del 57,usciva verso le 14.00 dall’Istituto di Via Galilei ,per correre all’appuntamento con Mandara, che usciva alla stessa ora dall’Augusto dell’Alberone, e con i 5 di Piazza Vittorio cioè Mariani,Fabbri Sparacino del Duca degli Abruzzi Barillaro e Castello del Vespucci.Destinazione:Stadio delle Terme di Caracalla.
Insieme con G.C. Trobbiani,il quarto del Duca degli Abruzzi, questi costituivano l’ossatura di una squadretta di atleti non ancora tesserati,denominata Vis Esquilino Augusto.
Frinolli, magro come un grissino , si dilettava nel salto in alto,Sparacino nel lungo,Mandara negli 800-1500 e gli altri, nelle gare veloci.
Frinolli,cambiò dal Galilei al Leonardo da Vinci, giusto in tempo per mettere fuori dalla finale dei primi,della 4x100 dei campionati studenteschi,proprio i 4 compagni di squadra,capaci poi di correre nella finale dei secondi in 44”8,terzo tempo assoluto (erano 16-17 enni..).
La squadra del Duca degli Abruzzi vinse anche il titolo studentesco.
Frinolli,allontanatosi dall’alto, vinse anche la finale degli 80 hs,Trobbiani arrivò secondo negli 80 piani e Sparacino terzo nel lungo. Mandara ,vinse invece il titolo della campestre.Tutto nel 58.
Trebbiani poi,insieme a Pappalardo,Martella e Dall’Aglio,battè il record italiano juniores della staffetta 4x100.
Ma il più forte in quei primi anni ,era Castello, che venne tesserato per il Centrale, e fu capace di correre in 49” i 400 metri.e,con Spinozzi ,Virag e Bracchitta,battè il record italiano di società della staffetta 4x400 in 3’16”4.
Castello presentò a tutti ,un atleta della razza Piave, un certo Salvatore Morale,appena arrivato da Padova ,per correre con l’VIII COMILITER,la squadra dell’esercito,nella quale confluivano diversi P.O..
Tito era formidabile e molto testardo nel ripetere le azioni di passaggio degli ostacoli,cercando sempre di aumentare le difficoltà in allenamento,utilizzando ostacoli da 1.06 per il passaggio, o ripetute sui 500 ostacoli per la resistenza allo sforzo. Tutti i frequentatori della Farnesina ,restavano a guardarlo, cercando di carpirne i segreti.
Le Olimpiadi di Roma arrivarono però troppo presto per Tito,il quale si rifece negli anni successivi con un record mondiale e con un titolo europeo.
Tito venne eliminato nella semifinale dei 400 hs di Roma,dopo aver corso in 51”3 (4°).Con lui uscirono in semifinale anche Catola e Moreno Martini,con tempi superiori ai 52”3.
Roberto Frinolli aveva provato nel 57-58, gli ostacoli,iniziando con feroci sfide sui 300 hs (alt 0,91), proprio con i compagni di squadra ed un giorno scesero in tre sotto il record dei non tesserati del gruppo Vis di Alfredo Berra e cioè :Castello in 41”5,Sparacino in 41”7 e Frinolli in 43”5.
Roberto chiuse il 58 con 60”6 nei 400 hs e 15”8 nei 110 sempre a cm 0.91,il lungo in 6.03 ,l’alto in 1,72 , gli 80 hs ( 0,76) ,in 10”4.
Si dedicò poi solo agli studi,salvo farsi rivedere nel 1960,ben rinforzato nel fisico dall’allenatore Leopoldo Marcotullio,in passato saltatore in alto da 1,92 ,con stile Levden.
Durante l’anno ,Roberto realizzò 5166 punti di decathlon,11”3 sui 100 metri piani,13.00 di salto triplo,6.52 di lungo,,1,78 di alto,50”8 sui 400 piani,15”2 negli ostacoli da 1,06,e 53”3 nei 400 hs.
Non disdegnava d’inverno, lunghe sedute di sci da fondo…..
Nel 1961,Tito battè a Roma il record europeo in 49”7.
In precedenza il record europeo era passato anche per le mani ,pardon, per i piedi di Facelli (52”4 nel 29) e di Filiput (51”6 nel 50).
Non va neanche dimenticata la partecipazione alla finale Olimpica del 48 di Ottavio Missoni ( 6° in 54”0) e dello stesso Facelli nel 32 (5° in 53”0)
Nel 1962, mentre Roberto aveva noie muscolari a ripetizione,Tito Morale si appropriava del record mondiale ,correndo a Belgrado in 49”2,lo stesso tempo del grande Glenn Davis,vincitore delle Olimpiadi di Melbourne e di Roma.
Nel 63, Roberto vinse il primo dei suoi 6 titoli italiani,in 50”5 (il primo con l’Esercito e gli altri 5 con il CUS ROMA),mentre Tito aveva diviso equamente i suoi 4 tra CUS PADOVA e COIN MESTRE mentre non appare la Libertas Magrini di Bergamo,con la quale era invece associato nel 62, quando vinse il titolo europeo a Belgrado.
E siamo finalmente al 64 ,quando i due s’incontrarono nella finale Olimpica di Tokyo.Tito era rimasto fermo per malattia per una settimana,fondamentale per la preparazione ,perdendo forse un’occasione unica di vittoria,e si dovette accontentare del bronzo,correndo in 50”1.
Roberto,alla sua prima finale olimpica arrivò sesto in 50”7,e si guadagnò il nomignolo americano di Bob..
Tito lasciò l’agonismo dopo le Olimpiadi ,mentre Roberto accentuò la delusione,avendo corso il 19 settembre all’Olimpico di Roma,per la prima volta sotto ai 50”,(49”6) e davanti agli occhi di una tifosissima zia seduta in Tribuna Monte Mario.
Si rifece però due anni dopo eguagliando il cognato con la conquista del titolo europeo a Budapest nel 1966,correndo in 49”8.
Armando Filiput aveva preceduto i due vincendo il titolo nel 1950 a Bruxelles in 51”9.
Nel 64 ,ce n’era abbastanza per poter dire che in Italia c’era una scuola di specialisti dei 400 hs.
Non solo, l’Olimpiade di Tokyo fu il trionfo di Calvesi,allenatore degli ostacolisti,perché l’Italia registrò 3 finalisti nei 110 (Ottoz,Mazza e Cornacchia) ed appunto i due dei 400.
Ottoz e Frinolli si ripeterono poi a Città del Messico nel 1968:un bronzo per Eddy,genero di Calvesi,ed un ottavo posto per Roberto in 50”1,ma con il record italiano eguagliato,per aver corso in 49”2 (49”14 elett), la semifinale.
Roberto concluse la carriera con questi tempi e misure:
11”0 -100,1.88-alto, 7.11-lungo ,6455 -decathlon,14”6 -110 h, 1’50”7-800,a parte il 49”13 dei 400 hs di Città del Messico (49”6 non in altitudine).
Non sono però finite qui le convergenze parallele dei due, in quanto hanno sposato le sorelle e campionesse di nuoto,Anna (nella squadra olimpica di Roma),e Daniela Beneck (quest’ultima finalista a Tokyo nella 4x100 stile libero) ,ed inoltre si sono dedicati ad allenare atleti promettenti.
Salvatore curò un certo Fiasconaro appena arrivato dal Sud Africa ,che fece il record mondiale degli 800 in 1’43”7,mentre Roberto, seguì Mori,campione mondiale dei 400 hs (47”72,Siviglia 1999) e primatista italiano ,(47”54 ad Edmonton nel 2001,arrivando secondo ai campionati mondiali).
Frinolli curò pure il figlio Giorgio che mise d’accordo padre e zio ,battendo l’annoso 49”2 col correre nel 2001 in 49”04 elettrico e 48”8 manuale in due differenti occasioni.
E così ,le due parallele hanno trovato un punto d’incontro |