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Glossario del podista - 3

autore:
Mr. Farronato
14/01/2009

Glossario del podista - 3

(The Original Farronato Runner’s Dictionary)

Autore: Mr. Farronato

Da “Allenatore” fino alla fine della “A”

ALLENATORE – Secondo il noto adagio popolare: chi trova un Allenatore trova un tesoro. Chi trova un tesoro trova di sicuro molti allenatori. Lasciando da parte le battute, un allenatore è indispensabile per la crescita atletica di un podista, perché costui impara molte nozioni importanti che solo l’esperienza sviluppata e testata “sul campo” può fornire.

Gli allenatori non possono improvvisarsi in questa delicata funzione poiché hanno tra le mani un capitale che, seppur scadente, sempre appartiene ad un essere umano. Solitamente sono stati podisti di livello medio/alto e, di conseguenza, hanno l’esperienza necessaria e la voglia di trasmetterla. Seguono un apposito tirocinio presso il Monastero benedettino di Cluny nel quale apprendono anche a distillare la birra, donde l’espressione podistica “Dare la birra ....”, quando si lasciano i sorpassati senza fiato.

Riconoscere un allenatore è la cosa più semplice di questo mondo. Si tratta di un tizio, in divisa da SS, armato di frustino, fischietto e cronometro che, non senza sadismo, impone dei ritmi forsennati, soprattutto nelle ripetute in salita. Generalmente non è mai contento, in specie se date evidenti segni di stanchezza. Redige periodicamente delle “Tabelle” che sono le “Tavole della legge” dei podisti: quello che ivi è scritto è legge. Inutile discutere: se l’allenatore dice che la ripetuta sui 200 mt. va corsa in 28 sec. “deve” essere così; se pensate di schiattare e ciò non accade è la prova provata che aveva ragione lui.

Un tempo allenare era una “chiamata” dall’alto alla quale non ci si poteva sottrarre. Detti allenatori, meglio noti come “Illuminati”, non chiedevano alcun compenso che avrebbero ricevuto, su una ben superiore pista, al momento opportuno, dal Grande Allenatore. Posto l’aumento del costo dei prodotti energetici, gli Illuminati non sono più tali e, oggigiorno, accettano anche dei volgari fogli di carta filigranata, quale compenso per il loro sapere.

Nel nostro Gruppo l’allenatore “ufficiale” è Alfonso Curatolo. Di recente ha riscoperto una antica funzione anche il Presidente emerito, Luciano Duchi, che sotto la veste di “Coach de luxe” martirizza, al biscotto, alcuni sventurati (che poi, però, corrono decisamente meglio).

ALLUNGO – L’allungo è la procedura in base alla quale, per l’appunto, si allunga la falcata per guadagnare più spazio nella corsa. Di solito correte, necessariamente, vicino a qualcuno che, ad un certo punto, si “allunga”, cioè vi lascia indietro come un fesso. Impropria quindi l’espressione gergale: “Mi allungo al bar per fare colazione”.

Unicamente per Angelo Coco l’allungo – che è sinonimo di stretching – è esteso a tutti i muscoli del corpo compresi quelli che fanno muovere (per chi ci riesce e lui ci riesce) le orecchie.

ANIMALI – Anche gli animali corrono, come si è visto nella 30K di Ostia del 2008, dove un cane aveva un vecchietto per chip (e, come se non bastasse, è pure arrivato prima del sottoscritto!).

Per ironia della sorte anche nei Bancari esistono degli “animali”, basti, per tutti, citare Leone e Leoncini che, per l’appunto, corrono come felini. Proprio perché non appartenente alla famiglia dei felini fa eccezione il Vasa-pollo. Altri veloci (Volpe e Volpi) e financo aggressivi (Lupo). Non mancano quelli che sono addirittura letali come il Verdesca. Per fortuna non corriamo nell’acqua.

ARRIVO – L’arrivo (o ‘finish line’, per quelli che bazzicano la lingua d’Albione) è dove finisce la tortura. E’ l’agognata meta, il simbolico premio finale dello sforzo. Già al solo vedere, in lontananza, l’arrivo che l’atleta trae – da non si da quale scrigno segreto – riserve energetiche insospettate per superare quello che è, prima di tutto, un traguardo simbolico. E’ infatti il superamento di una sfida personale. Siamo partiti e siamo arrivati. “Come” può fare la differenza. L’importante è arrivare “bene”, ossia mantenendo il più possibile fattezze umanoidi. Inutile, quindi, che la “sfida” con noi stessi o con gli altri si trasformi in qualcosa che sia deleterio per l’organismo o, perfino, fatale.

L’arrivo più bello è quello della Maratona e, subito dopo, quello nel quale si è conseguito il proprio “personale”. I due eventi possono cumularsi con – ovvia – doppia soddisfazione. L’arrivo della Maratona è - davvero - il segno del compimento di una grande “impresa”, anche se si arrivi leggermente provati. Rispetto, invece, al conseguimento di un miglioramento del “personale” questa soddisfazione vale per ogni distanza.

ASCELLE – Il termine trae la sua origine indiscussa dall’assenza di “scelle” (comprovato dall’”alfa” privativo caro ai greci). Quest’ultimo, collegato al participio passato del verbo “sceleratus”, sta per “contaminato”. Donde se ne ricava che le ascelle sarebbero delle zone del corpo umano prive di contaminazione. Consci di questa origine, da tempo immemorabile le donne eliminano ogni esternazione pilifera da detto luogo, cosa che i maschietti si guardano dal fare per non perdere parte del loro fascino “animale”.

Si è tenuto nel 2007 – non a caso alle Barbados – un simposio mondiale per stabilire le interferenze tra la peluria e le attività sportive. La sessione dedicata all’atletica non ha però dedicato alcuno spazio alle ascelle, donde, con rammarico, non siamo in grado di proporre alcuna valutazione in merito rispetto a questo importante argomento di discussione tra i podisti.

V., però, a completamento di questa trattazione sommaria, la Voce “Peli”.

ASSOCIAZIONI PODISTICHE – Le associazioni podistiche sono state costituite unicamente per evitare che i Bancari dovessero gareggiare da soli. E’ come se la Ferrari corresse il Campionato F1 da sola (e, per inciso, Noi di Ferrari ne abbiamo ben due).

Esistendo di vita riflessa è inutile parlare delle altre Associazioni, ad eccezione della Running Evolution e di LBM Sport. La prima perché oltre ad essere simpatico, il Fausto Giuliani fornisce alloggio e cibarie gustose quando se ne presenta l’occasione; la seconda perché è il luogo “deputato” per gli acquisti dei podisti di chiara fama (e lo sconto non guasta).

ATLETICA/ATLETICA – E’ come “Radio Londra” per la resistenza podistica. Da un posto ignoto e con mezzi di fortuna (un ponte radio viene all’uopo allestito da Caterina Diglio che personalmente tiene in braccio le apparecchiature di Alta frequenza), ogni lunedì, a partire dal 1947, vengono divulgate ai posteri le notizie della settimana podistica appena trascorsa.

Sono presenti Luciano Duchi, Joe Vasapollo, Michelino Giove, Claudio Filiputti, ai quali si aggiungono Caterina Fusco, Liliana Farronato, Claudio Leoncini e alcuni sventurati raccolti lungo la strada per Monte Porzio Catone.

Durante la trasmissione è possibile telefonare per dire la propria (se piace e finché piace a Luciano) così come è possibile mandare degli sms di cui il Michelino fa collezione, in specie quelli “criptici” – tipo: 90-60-85 – che poi si è scoperto essere misure di gentili dame bisognose di un personal trainer. Molto graditi i filmati – realizzati da quest’ultimo – in cui vengono inquadrati unicamente quelli che salutano.

Molto grave la scorrettezza della Fininvest che, per non perdere spettatori nella preziosa fascia oraria del “prime time”, trasmette – sovrapponendo i segnali per alcuni lunghi minuti – pubblicità-burla di prodotti inesistenti (quali fermaporte “miracolosi”, fasce contenitive della cellulite, etc.), ovvero crea fenomeni di impedenza all’attrezzatura microfonica, blocco delle immagini, voci fuori video, etc. Veri e propri atti di sabotaggio ai danni dei partigiani-podisti.

Il Gruppo sta cercando di trovare un accettabile compromesso in luogo della causa miliardaria che ridurrebbe sul lastrico Piersilvio Berlusconi, costringendolo poi a candidarsi alle prossime elezioni per andare a vivere stabilmente in uno degli appartamenti di Palazzo Chigi (e non in comodato come il padre).

ATMOSFERA – Per “atmosfera” qui si intende il “clima spirituale” che può caratterizzare la fatica del podista. Tre esempi, tra molti, valgono più di molte parole: a) D’estate, ti svegli all’alba e inizi a correre quando ancora tutti dormono; intanto sorge il sole di fronte a voi; b) Piove a dirotto ma voi correte ugualmente, l’acqua vi bagna il viso; file di macchine con persone dentro che vi guardano smarriti; c) E’ un giorno festivo e a Roma sono le 10 del mattino; la città, con tutta la sua storia, è solo per voi.

Queste sono alcune delle atmosfere. E ve ne sono altre.

 

 

 

 

 

 

 
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