Primo atto!! Dopo qualche schermaglia in gare di inizio anno e in allenamento, si è ufficialmente aperto il Trofeo Sociale 2009 del GSBR con la Pavona Run. Ed è stato subito un inizio scoppiettante per i nostri colori, con la vittoria nella gara a squadre e con ottimi piazzamenti dei nostri. Se il buon giorno si vede dal mattino… ma andiamo con ordine. La vigilia della gara è stata per il sottoscritto veramente pesante dal punto di vista atletico. Infatti, dopo lo sprint (4,6 km!) della Corsa del Giocattolo dell’Epifania, il mercoledì e il giovedì non mi sono allenato, e alla fine venerdì, in piena crisi da astinenza, nonostante gli accordi appena presi (con un vorticoso giro di e-mail e con tanto di misurazioni fotografiche del percorso da fare) con il quadriumvirato Cavalagli, De Santis, Ferrante e Usai per un lungo di 28 km per sabato mattina, ho deciso di “sciropparmi” 10 km a passo tranquillo (leggermente sotto i 5’ al km) alle 8 di sera! Sabato mattina i quattro loschi figuri sopra citati non si sono risparmiati, e cosa pensate che abbia fatto io? Mi sono tirato indietro? Manco a dirlo!!! E così sono arrivato al 28 km che ero uno straccio (va beh, non proprio uno straccio, ma almeno una mezza “mappina”, come si dice dalle mie parti). E così domenica mattina il solito dilemma si è affacciato nella mia mente: “Mi alzo per andare a sudare e soffrire per 11,8 km a Pavona, oppure resto a letto e dormo fino a quando voglio?” Che domande!!! Mi alzo e soffro (qui ci vuole uno psicologo, ma uno bravo però!!)! Mi trovo quindi puntuale sotto casa alle 8.15, pronto ad essere “rimorchiato” dalle coppie Usai-Sighieri (il buon Roberto si è offerto di scarrozzarci tutti, facendomi lasciare a casa il PISA 14) e Ferrante – Cifani (le parole con le quali sono stato apostrofato dal duo maschile non sono riferibili, ma qualcosa mi dice che molti di voi non faticheranno ad immaginarle). Grazie ai portentosi mezzi di Roberto (ovverosia un satellitare dalla soave voce femminile) arriviamo a Pavona. Il problema è che il satellitare deve essere di destra, come giustamente fa notare il saggio Ferrante, in quanto non conosce Via Enrico Berlinguer! Che si fa? Si chiede in giro? Ma prima ancora di abbordare qualche passante, notiamo dietro di noi una Panda con due persone vestite inequivocabilmente da runner, dallo sguardo deciso. In coro diciamo: “Seguiamoli, questi sanno il fatto loro!” Non abbiamo finito di dire ciò, e la Panda ci affianca, abbassa il finestrino e il driver ci chiede: “Scusate, sapete dov’è la gara?”. Che dire! Toto e Peppino ci fanno un baffo!!! Riusciamo comunque a trovare il punto di ritrovo, e dopo aver parcheggiato l’auto raggiungiamo il gazebo, presidiato dalla Presidente e dall’onnipresente Menna, con il DDT precauzionalmente al riparo nel Force One causa qualche malessere di stomaco (ma poco dopo prenderà posizione dietro al tavolo di regia nonché non mancherà di sostenerci negli ultimi metri di gara prima del traguardo). La giornata si presenta splendida, con un cielo limpido ed un sole che inizia subito a scaldare l’aria. Mi distraggo un attimo nel cambiarmi e nel salutare qualche amico che non vedo da tempo (e da uno di questi ricevo una notizia bellissima che mi commuove, leggete l’articolo del Joe Vasa), e perdo di vista l’amata coppia Ferrante – Usai (fetentoni!!); così, visto che non manca molto, mi lancio in un riscaldamento solitario, che dura fino a quando non incrocio Mara Schio, Massimo Ferretti, Massimo Verdesca e un’altra nostra runner (scusami ma non ricordo il tuo nome), con i quali mi accompagno fino al momento del ritorno alla starting line. Qui ribecco Cavalagli, Ferrante e Usai, e mi abbarbico alle loro schiene! Alle 10 in punto il via alla gara, con “El Grinta” Ferrante (rubo il soprannome inventato dal buon Alex De Santis) che prende la testa con il suo passo felpato. Cerco di stargli dietro, mantenendomi alla distanza di una ventina di metri, mentre “Orologio” Usai decide saggiamente di mantenersi subito sui ritmi prefissati, senza seguirci nelle nostre follie!! Dopo un paio di km raggiungo Milena Cevolani, l’affianco, la saluto e la invito a correre insieme. Mi gaso un po’, se riesco a stare al suo passo forse vuol dire che ho assorbito bene il lungo del sabato!! L’illusione dura poco; al passaggio al 3° km, corso in 4’20”, Milena guarda il Garmin e dice “Benissimo, Massimo!” e aggiunge “Se vuoi andare, vai, io la gara voglio farla in progressione!”. E’ un attimo, un brivido mi corre dietro la schiena, le faccio un decoroso cenno per dirle “No, non ho nessuna intenzione di accelerare” e in cuor mio spero di tenere il più possibile prima dell’inevitabile cedimento. Cedimento che puntuale arriva al sesto km, quando Milena si invola su una salita, mentre io inizio ad arrancare con le gambe che si induriscono. Gli ultimi km li faccio stringendo i denti, e chiudo la gara con un comunque soddisfacente (viste le premesse) 52’46’’. Sui risultati dei nostri, non rubo spazio al resoconto del DDT, e cito solo il fatto che chiudiamo con tre dei nostri tra i primi 10 assoluti, e cioè Andrea Moccia (6º in 39’57’’), Alex Oronzini (7º in 40’02’’) e Claudio Leoncini (10° in 40’34”); tra le donne medesimo risultato, con Simona Vicaro (5ª in 50'072), Valentina Smolyar (8ª in 50’52”) e Milena Cevolani (10ª in 51’37”). Infine un commento sulla gara: complimenti all’organizzazione per il presidio del percorso (il fondo stradale però soprattutto all’inizio lasciava un po’ a desiderare per qualche buca di troppo) e un grazie a tutti gli automobilisti che ci hanno lasciato sfilare con pazienza, soprattutto tenendo i motori spenti. Ottimo anche il pacco gara, senza maglietta (meno male, non so più dove metterle!) ma con molti generi alimentari. Un abbraccio a tutti e arrivederci alla Corsa di Miguel!! Massimo Pisanti |