| Ciao presidente, Ti scrivo per raccontarti il mio ultimo traguardo podistico, la maratona sul Brembo. La gara, passata alla storia con il soprannome della Maratona del Criceto (cfr. Basili, 2006), è una classica della Lombardia che apre la stagione podistica il 6 Gennaio. Dopo la mia esperienza del 2006 ho deciso di tornare a disputare questa gara, non tanto difficile per l’altimetria quanto per la testa visto che il percorso è un anello piatto di poco più di 2 km (da ripetere 20 volte!!!). La gara di quest’anno sembrava, inoltre, partire sotto cattivi auspici climatici perché quest’anno Bergamo (e più in generale la Lombardia ) si caratterizza per un inverno molto rigido. Nonostante tutto decido di partire e portare i colori dei Bancari alla maratona sul Brembo per dimostrare che non ci facciamo fermare neanche dalle pessime condizioni climatiche. Partenza il 5 mattina con un bel volo Ryanair per Bergamo accompagnato dalla mia dolce metà e arrivati a Bergamo scopriamo che il clima è freddo ma niente di eccezionale. Arrivati ci organizziamo per goderci la giornata di vacanza prima della maratona e decidiamo una trasferta in Svizzera, obiettivo l’outlet di Mendrisio. Il tempo peggiora e decidiamo di rientrare a casa nel primo pomeriggio per evitare brutte sorprese, le previsioni per la sera sono pessime: NEVE. Dopo una cenetta a casa, scopriamo che le previsioni non erano sbagliate perché ha cominciato a nevicare di brutto. Vado a dormire confidando che la situazione non sia tragica come sembra. La mattina sveglia alle ore 7.00 per la colazione, apro le finestre di casa e scopro che ci sono ben 10 cm di neve… la gara si preannuncia dura. Nonostante tutto decido di andare (supportato anche da Lucia che per l’occasione si trasforma in una pilota esperta di rally su ghiaccio-neve). Arrivati alla Roncola di Treviolo, scopriamo che molti atleti iscritti alla gara avevano rinunciato e il numero dei partecipanti era diminuito sensibilmente, ma una volta arrivati non si può mollare… è un’occasione quasi unica per fare una gara in condizioni estreme. Lucia mi lascia alla gara dopo aver inutilmente tentato di convincermi che non era saggio partire con una temperatura sotto gli 0° C e con la neve che aumentava di intensità anziché diminuire. Ore 9.30, la gara parte sotto una neve battente e un vento fastidioso. Il percorso di gara era stato ben pulito e, quindi, si poteva correre senza particolari problemi. Non avendo mai corso a queste temperature non avevo idea di come comportarmi e, quindi, decido di non considerare le condizioni climatiche e di partire con il mio ritmo maratona (5 minuti a Km). Dopo i primi 10 km comincio a prendere una temperatura accettabile anche se la corsa al freddo non è sicuramente facile e devo evitare di congelarmi durante la gara. Guardando gli altri podisti scopro due soluzioni che sembrano efficaci: mordersi le labbra per riscaldarle e utilizzare il tè caldo non tanto per berlo quanto per riscaldare la bocca. La gara dopo il 21km diventa molto dura perché il freddo comincia a far male (la mezza maratona l’ho chiusa in circa 1h46m) ed è, quindi, necessario rallentare un po’ per evitare di affaticarmi troppo e rischiare di non chiudere la gara. La tentazione di ritirarmi cresce (alcuni davanti a me cominciano a desistere) ma alla fine mi dico: sono l’unico portacolori dei Bancari, non si può mollare!!! Acquisita nuova motivazione per correre comincio a fare giri su giri e, finalmente, arriva l’ultimo (20°) giro del percorso, appena passato il traguardo vedo Lucia che (tempismo perfetto!) era appena ritornata per portarmi a casa, urlo con la poca voce che rimane “Ultimo giro!” e parto a testa bassa per la progressione e lo scatto finale per gli ultimi 2 Km. Arrivo a fine gara dopo aver recuperato almeno 5 posizioni negli ultimi 2 km di gara, tagliato il traguardo vado immediatamente dai giudici per farmi confermare la registrazione di tutti i 20 giri fatti: la risposta dei giudici è OK… E’ finita!!! Il cronometro non è un granchè (3h51m44s) ma è stata una bella impresa (vedere le foto in allegato). Ora che ho dimostrato a me stesso di saper soffrire, chissà che non mi convinca a provare la mia personale vendetta alla 100km del Passatore, ormai anche un’eventuale notte fredda tra Firenze e Faenza non fa più paura e bisogna mettere solo qualche chilometro nelle gambe. Ci vediamo alla prima gara del trofeo, Ciao |